Disaster recovery plan per Aziende e PMI
Quasi tutte le aziende hanno un backup. Molte meno sanno in quanto tempo tornerebbero operative dopo un guasto serio, e quasi nessuna lo ha misurato. Il disaster recovery plan serve esattamente a questo: mettere per iscritto cosa succede quando qualcosa si rompe davvero.
RTO e RPO: le due domande che contano
Il RTO (Recovery Time Objective) è quanto tempo l'azienda può restare ferma. Il RPO (Recovery Point Objective) è quanti dati può permettersi di perdere. Sono due decisioni di business, non tecniche: la tecnologia viene dopo, e costa in proporzione a quanto si stringono quei due numeri.
Cosa mettere nel piano
Un piano utile elenca i sistemi in ordine di priorità, dice chi fa cosa e con quali credenziali, indica dove sono le copie e come si raggiungono se la sede non è accessibile. Va scritto in modo che sia leggibile da chi non lo ha redatto, perché il giorno del guasto potrebbe non esserci.
La prova di ripristino
Un backup vale quanto il suo ultimo ripristino riuscito. Programmare una prova periodica — anche solo su una macchina, anche solo due volte l'anno — è la differenza fra sapere e sperare. La prova va documentata: data, durata, cosa non ha funzionato.
Quanto costa non averlo
Il conto non è solo il fermo macchina: è il tempo delle persone, gli ordini persi, la segnalazione al Garante se ci sono dati personali coinvolti. Confrontarlo con il costo del piano è di solito l'argomento che chiude la discussione.
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