BUSINESS CONTINUITY & DISASTER RECOVERY

Backup e ridondanza delle infrastrutture IT
Business non-stop

Ridondanza del dato e dei workload

I progetti Business Critical richiedono architetture in grado di garantire la continuità di servizio rispetto al “semplice” recupero dei dati. Business Continuity e un piano di Disaster Recovery sono gli strumenti di una gestione proattiva dell’Information Technology. Il miglior piano che comprenda ambedue le parti è quello che dà la priorità ai sistemi e alle Business Unit che sono più cruciali per l’azienda.

Recupero dati e sistemi

Disaster Recovery

Il disaster recovery (DR) è la capacità di un’organizzazione di rispondere e riprendersi da un evento che influisce negativamente sulle operazioni aziendali. L’obiettivo dei metodi DR è consentire all’organizzazione di riprendere l’uso dei sistemi critici e dell’infrastruttura IT il prima possibile dopo che si è verificato un disastro. Per prepararsi a ciò, le organizzazioni spesso eseguono un’analisi approfondita dei loro sistemi e creano un documento formale da seguire in tempi di crisi. Questo documento è noto come piano di ripristino di emergenza.

Le keyword del Disaster Recovery

RPO / RTO

RPO è la durata massima dei file che un’organizzazione deve ripristinare dallo spazio di archiviazione di backup affinché le normali operazioni possano riprendere dopo un disastro. L’RPO determina la frequenza minima dei backup. Ad esempio, se un’organizzazione ha un RPO di quattro ore, il sistema deve eseguire il backup almeno ogni quattro ore.

L’RTO si riferisce alla quantità di tempo in cui un’organizzazione stima che i propri sistemi possano rimanere inattivi senza causare danni significativi o irreparabili all’azienda. In alcuni casi, le applicazioni possono rimanere inattive per diversi giorni senza gravi conseguenze. In altri, i secondi possono arrecare danni sostanziali all’azienda.

RPO e RTO sono entrambi elementi importanti nel ripristino di emergenza, ma i parametri hanno usi diversi. Gli RPO vengono messi in atto prima che si verifichi un evento distruttivo per garantire che venga eseguito il backup dei dati, mentre gli RTO entrano in gioco dopo che si verifica un evento.

Continuità di servizio in ambito ICT

Business Continuity

La Business Continuity (BCP) è la capacità di un’organizzazione di mantenere attive le funzioni aziendali (Software, gestionali, infrastrutture di rete, macchinari) critiche durante un disastro e dopo che si è verificato. La pianificazione della continuità aziendale stabilisce processi e procedure di gestione del rischio che mirano a prevenire interruzioni dei servizi mission-critical e a ripristinare la piena funzionalità quotidiana dell’organizzazione nel modo più rapido e agevole possibile.

Un piano di continuità aziendale prende in considerazione eventi imprevedibili e potenziali minacce, come disastri naturali, incendi, interruzioni delle linee elettriche e dati, attacchi informatici e altre minacce esterne.

Una strategia di Business Continuity è importante per le organizzazioni di qualsiasi dimensione, ma potrebbe risultare sconveniente per alcune realtà medio-piccole, che dovrebbero affrontare costi importanti a fronte di un disservizio di poche ore. 

Continuità di servizio in ambito ICT

Iperconvergenza (HCI)

L’infrastruttura iperconvergente (HCI) è una soluzione tecnologica che combina server e storage in una piattaforma di infrastruttura distribuita con software es. SDN

L’infrastruttura iperconvergente segue il principio dell’iperconvergenza. L’iperconvergenza è un framework IT che unisce elaborazione, storage, rete e software in un unico sistema per mitigare la complessità del data center e migliorare la scalabilità.

Si dice che le piattaforme compatibili con questo metodo siano iperconvergenti. Queste piattaforme possiedono un’architettura incentrata sul software che integra e virtualizza strettamente tutte risorse hardware sottostanti. Fondamentalmente, le piattaforme iperconvergenti dispongono di un hypervisor che gestisce la virtualizzazione dei workload, lo storage definito dal software Questi 2 compartimenti garantiscono elevate prestazioni e consentono di risparmiare sui costi e sullo spazio nel rack, eliminando al tempo stesso la dipendenza da reti di archiviazione esterne.

I vantaggi dell’iperconvergenza sono molteplici, tra cui:

  • L’utilizzo di un unico fornitore che fornisce server, storage e hypervisor semplifica il supporto, l’aggiornamento, l’applicazione di patch e la gestione, con conseguenti risparmi sui costi sia in termini di tempo che di formazione da parte delle risorse e del budget IT.
  • Elimina protocolli di storage, file system e VSA inefficienti utilizzando un hypervisor nativo e incorporando lo storage direttamente al suo interno.
  • Aumenta l’efficienza e le prestazioni progettando l’hypervisor e lo storage in modo che interagiscano direttamente.
  • Migliora l’efficienza gestionale includendo l’hypervisor in modo nativo nella soluzione.
Esempio di iperconvergenza su tecnologia VMWare

Vuoi discutere del
tuo progetto?

Contattaci subito senza impegno!