Downtime aziendale: quanto costa ogni ora di fermo

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Immagina che un giorno, nella tua attività, il lavoro si fermi all’improvviso, senza nessun preavviso. 

La produzione si blocca e chiunque lavori all’interno della società non può usare macchinari né accedere ai dati aziendali. 

Questo è il downtime aziendale, uno scenario che porta all’accumulo di ritardi, alla perdita di ricavi e a problemi di reputazione per il business. 

Gestire il periodo di inattività è una pratica fondamentale per ridurre i rischi e i costi (anche nascosti) di questa problematica. Ma come si può prevenire il fermo dei sistemi in maniera efficace e strategica? Te ne parliamo in questo articolo.  

Che cos’è il downtime aziendale

Il fermo IT equivale a un periodo di inattività dell’azienda. Può essere: 

  • programmato, se avviato in caso di manutenzione;
  • improvviso, quando è causato da problemi tecnici, attacchi informatici (come quelli ransomware), guasti infrastrutturali o errori umani.

Quando il downtime è improvviso è importante agire tempestivamente per ripristinare le attività, in ottica di business continuity

Perché il fermo dei sistemi è un problema più grande di quanto si pensi

Quando i sistemi informatici di un’azienda si fermano improvvisamente, il problema non è confinato all’area tecnica ma ha un impatto diretto su tutta l’operatività del business. Durante l’arresto dei sistemi, infatti, le persone non riescono più a lavorare come dovrebbero. 

Diventa impossibile accedere ai software gestionali, ai dati, alla posta elettronica, ai servizi Cloud e, in alcuni casi, anche alla rete interna. Tutto questo si traduce in un’inattività del personale, con la necessità di sospendere le intere operazioni di business. Le conseguenze sono immediate anche all’esterno: i clienti non ricevono risposte, non riescono a effettuare ordini, non ottengono assistenza. 

I processi si arrestano, le scadenze slittano e le opportunità commerciali si perdono, spesso senza nemmeno rendersene conto. Il downtime genera un’onda di costi visibili e altri nascosti

Ritardi accumulati che richiedono straordinari, danni all’immagine aziendale, perdita di fiducia da parte dei clienti e rischio di problemi legali o di compliance (soprattutto in caso di perdita dati). 

Più il fermo dei sistemi IT è prolungato, più l’impatto sull’azienda diventa pesante e difficile da recuperare. 

Quanto costa alla tua azienda ogni ora di downtime

Il fermo IT può far perdere cifre considerevoli a qualsiasi tipologia di business, di qualunque settore. 

Secondo il report “Hourly Cost of Downtime” di Calyptix Consulting, per il 90% delle aziende medio-grandi un’ora di inattività costa oltre 300.000 dollari

E le micro PMI? Per business con meno di 25 dipendenti il costo dell’inattività si traduce comunque – da stime – in 1.670 dollari al minuto (circa 100.000 dollari all’ora). 

A fronte di un’ora di downtime a volte sono necessari giorni di lavoro per tornare alla normalità. Ecco perché è importante pensare all’indisponibilità dei sistemi come un problema di continuità operativa e di business, da prevenire con approccio strutturato.  

I settori maggiormente colpiti  

Le statistiche sull’indisponibilità dei sistemi, riprese nel già citato report Calyptix Consulting, evidenziano il settore automobilistico e manifatturiero tra i più colpiti dai fermi. 

Nel primo caso, il costo orario di inattività è stato calcolato a 3 milioni di dollari all’ora, a causa di linee di produzione ferme e ritardi nelle consegne

Nel manifatturiero, invece, i business affrontano in media 800 ore di fermo macchina all’anno con un costo di 260.000 dollari all’ora. Alti anche i costi di downtime orari relativi al commercio al dettaglio ed elettronico (1,1 milioni di dollari), all’energia (2,48 milioni di dollari), le telecomunicazioni (2 milioni di dollari) e l’assistenza sanitaria (636 mila dollari).  

Come calcolare il costo di inattività della tua impresa

Lato pratico, per fare una stima approssimativa dei costi del fermo IT si possono considerare 3 fattori:

  • il costo del personale fermo, moltiplicando il numero delle persone impossibilitate a lavorare per il prezzo di un’ora di lavoro (per esempio: 10 persone x25€/h = 250€/h di perdita);
  • il mancato fatturato, calcolando il volume d’affari perso ogni ora di fermo e il numero dei clienti che non riescono a contattare l’azienda, ad acquistare e prenotare beni o servizi;
  • i costi di ripristino, annotando la spesa per i consulenti esterni, per il ripristino dei dati, il tempo perso per recuperare e gli straordinari da versare al personale.

Tra i costi indiretti da considerare c’è la sospensione delle transazioni, l’abbandono del sito web (penalizzante soprattutto per gli e-commerce). Se il problema persiste, poi, va considerato anche il rischio reputazionale.  

Le cause più comuni del periodo di inattività

Il fermo IT è causato da una moltitudine di fattori, in primis problemi hardware, come server vecchi, dischi fissi obsoleti o guasti, apparati di rete superati. Ma non è da meno anche la componente umana, con errori di configurazione, tra cui firewall mal configurati, mancanza di aggiornamenti, sistemi IT non testati.

Molto frequenti anche problemi di rete e connettività, come la linea Internet instabile, l’assenza di linea di sistema di backup e apparati sottodimensionati, così come episodi “esterni” all’azienda, quali i sempre più diffusi attacchi informatici, per esempio ransomware, malware o accessi non autorizzati. A tutti questi problemi, si aggiunge una tipica assenza di monitoraggio, che amplifica i danni, poiché non vengono affrontati con tempestività e metodo.

Come evitare e ridurre il downtime 

Alcune misure preventive riescono ad assicurare la continuità aziendale, minimizzando il periodo di inattività. Il monitoraggio proattivo dei sistemi, per esempio, è una pratica importantissima per mantenere in salute il sistema IT. 

Come funziona? Si testano con regolarità i sistemi per assicurarsi che tutto proceda al meglio, si programmano penetration test e “stress” della struttura IT. In caso di anomalie, si attivano degli allarmi pre-programmati. 

Esistono, poi, alternative valide per fronteggiare il fermo dei sistemi. Per minimizzare i danni meglio effettuare dei backup regolari, utili per ripristinare i dati con rapidità. 

A tal proposito, meglio valutare anche soluzioni IT in Cloud, come Google Cloud Platform o Amazon AWS (anche per piccole aziende), in grado di garantire alta disponibilità e continuità operativa attraverso infrastrutture distribuite. 

È bene avere già pronto, infine, anche un piano di Disaster Recovery affinché il team sia pronto ad affrontare i problemi e i relativi tempi di inattività.     

Il ruolo di un partner IT specializzato nella gestione efficace del fermo IT

Il downtime è un problema spesso sottovalutato dalle aziende, ma andrebbe riconsiderato al più presto per migliorare l’efficienza produttiva. 

Secondo The Network Installers, infatti, le organizzazioni che implementano strumenti di monitoraggio proattivo riducono i tempi di inattività fino al 50% nel primo anno, migliorando notevolmente l’efficienza operativa. 

Per attivare sistemi di tutela preventiva, e realizzare un piano di ripristino, è importante rivolgersi a professionisti con strumenti professionali adeguati e un continuo aggiornamento sulla materia. 

Un partner IT ha una visione completa e, analizzando i rischi, progetta soluzioni efficaci per controllare i rischi del periodo di inattività.  

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Come MZero può aiutarti a ridurre i costi del downtime

Con MZero Network hai a tua disposizione un team certificato per risolvere e prevenire l’inattività d’impresa. 

Dopo un’attenta analisi dell’infrastruttura ti comunichiamo gli ambiti di vulnerabilità, proponendoti soluzioni di monitoraggio continuo, Disaster Recovery e Business Continuity personalizzate per il tuo business, comprensive di gestione dei backup, test di ripristino e piani di continuità operativa. 

Ottimizziamo la rete e la sicurezza della tua impresa, installando firewall professionali e garantendo un’infrastruttura stabile. Inoltre, offriamo supporto sistemico 7 giorni su 7, con abbonamenti flat per ogni esigenza aziendale; l’ideale per agire tempestivamente in caso di problemi, contenendo i danni e i costi inattesi.  
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