Attacchi ransomware: come proteggere la tua azienda in modo efficace

Tabella dei contenuti

Gli attacchi ransomware rappresentano una minaccia concreta per le aziende che operano quotidianamente con i dati sensibili, sia che si tratti di piccole o grandi PMI. 

Per estorcere denaro al bersaglio, infatti, i cybercriminali infettano i dispositivi bloccando e/o criptando l’accesso a qualsiasi informazione e device, mettendo a rischio l’impresa. Il blocco alla produzione, il timore della diffusione di dati sensibili di clienti e fornitori, la perdita economica e il danno reputazionale sono tutte conseguenze a cui i business dovrebbero far fronte. 

La preoccupazione è così grande che alcune aziende finiscono col cedere al ricatto per evitare danni maggiori. Ma una soluzione alternativa c’è. 

Esistono strategie concrete, accessibili e incentivabili per proteggere il tuo luogo di lavoro in modo efficace.

In questo articolo scoprirai cosa sono gli attacchi ransomware, le diverse tipologie, i rischi reali per le imprese e come difenderti con soluzioni pratiche, sicure e personalizzabili.

Cosa sono gli attacchi ransomware

L’attacco ransomware si verifica quando un malware blocca l’accesso ai device (come i PC o i telefoni aziendali) e/o cifra tutti i dati, rendendoli così inaccessibili. 

I sistemi bloccati e le informazioni criptate rimarranno tali, in completo possesso dei cybercriminali, fino a quando non verrà elargita la somma richiesta. 

Solo il pagamento, infatti, può sbloccare l’accesso alle informazioni e ai vari dispositivi coinvolti, consentendo al business di rientrarne in possesso nuovamente (anche se, vedremo, il pagamento non è la via consigliata). 

La minaccia può arrivare tramite un messaggio di posta elettronica con allegato infetto, un link malevolo oppure attraverso una vulnerabilità di un sistema non aggiornato.

Tipologie di attacchi ransomware

Esistono diverse varianti di ransomware, ma le tipologie più diffuse sono due: 

  • Crypto ransomware: cripta i file del bersaglio rendendoli inaccessibili. Per sbloccarli è richiesto il pagamento del riscatto, preferibilmente tramite criptovalute (come i Bitcoin);
  • Blocker ransomware: blocca l’intero accesso al sistema operativo. Mostra un messaggio sui device aziendali con la richiesta di riscatto e le condizioni per il pagamento. A volte, oltre al blocco, il cybercriminale cifra anche i dati.  

Ci sono, poi, ransomware che usano finti software di sicurezza per indurre l’utente al download di ransomware reali, noti come scareware. In tal caso, la persona visualizza un falso avviso di rilevamento malware che gli consiglia di scaricare l’antivirus da un link. Facendolo, però, si attiva il malware. 

Altri ransomware, invece, minacciano i destinatari di rendere pubblici dati sensibili se non viene corrisposta la cifra richiesta (Doxware). Infine, i mobile ransomware mirano soprattutto a smartphone e tablet, diffondendo una richiesta di riscatto per sbloccare il dispositivo. 

Attacchi ransomware? I rischi per le aziende

Oltre al danno economico legato al pagamento del riscatto, i business coinvolti in un attacco ransomware possono andare incontro alla perdita permanente dei dati e a un’interruzione operativa causata dal blocco dei dispositivi e dei macchinari ad essi collegati. 

Chi decide di non versare la quota richiesta, inoltre, può subìre la condivisione delle informazioni sensibili, violando così la privacy dei dipendenti, dei fornitori, dei clienti, oltre che della stessa azienda, provocando un danno reputazionale inestimabile. Infine, parecchio alto è poi il costo per la ricostruzione degli eventuali sistemi danneggiati e di protezione agli attacchi malware. 

Pagare o no il riscatto per l’attacco ransomware? 

A fronte di rischi così elevati, le aziende decidono spesso di pagare la quota pretesa dai cybercriminali. 

Secondo il report State of Ransomware, la media degli importi richiesti per i riscatti nel 2024 in Italia è stata pari a 4,12 milioni di dollari rispetto ai 3,19 milioni registrati dall’indagine svolta nel 2023. 

Il 97% delle aziende italiane paga il riscatto richiesto (contro l’85% di aziende internazionali) di cui, rispetto all’importo richiesto: il 62% ha dato meno (media globale: 53%), il 14% ha versato la stessa cifra (media globale: 29%) e il 24% ha pagato più (media globale: 18%). 

In realtà, pagando il riscatto non c’è certezza assoluta che:

  • si potranno ottenere nuovamente i dati e/o la chiave per decodificarli;
  • i sistemi verranno sbloccati;
  • le vittime non vengano prese di mira nuovamente. 

Per questi motivi – e per scoraggiare il comportamento fraudolento dei cybercriminali – il consiglio è quello di non pagare mai il riscatto. L’ideale è prevenire gli attacchi implementando la sicurezza del sistema aziendale e/o intervenire con soluzioni alternative nel caso in cui un malware abbia raggiunto i sistemi. 

Come difendersi dagli attacchi ransomware in modo efficace 

Se la tua impresa ha subito un attacco informatico è bene isolare subito i dispositivi infetti dalla rete aziendale, così che il ransomware non si diffonda. 

Per svolgere l’operazione in maniera efficace, il modo migliore è contattare il team IT aziendale – sia interno che esterno – per avviare il processo di recupero. Un processo, questo, che prevede il ripristino dei dati salvati nel backup, la verifica della versione non infetta e l’aggiornamento del sistema. 

Prevenire gli attacchi ransomware è possibile?

Difendersi dagli attacchi ransomware adottando delle misure di sicurezza per il proprio business è la migliore strada percorribile per tutelare l’impresa. Un’azione preventiva che – tramite l’uso di software antivirus avanzati, firewall e la gestione degli accessi (in ottica di sicurezza Zero Trust) – consente di rilevare in tempo reale qualsiasi minaccia. 

È indispensabile anche formare il personale fornendogli linee guida precise per riconoscere e affrontare gli attacchi così che sia sempre pronto a fronteggiare gli eventuali problemi prima dell’intervento mirato dei tecnici IT.  

In caso di attacco informatico, poi, si possono ripristinare i dati tramite backup regolari (effettuati in precedenza) e piani di disaster recovery personalizzati. Adottare questo approccio proattivo in azienda consente di contrastare in modo adeguato le anomalie e limitare i possibili rischi e/o danni legati ai ransomware.  

In MZero Network possiamo studiare un percorso definito su misura della tua azienda per proteggere le reti aziendali dagli attacchi ransomware. 

I nostri tecnici IT professionisti, sempre aggiornati sulle ultime novità, possono mappare e analizzare l’infrastruttura IT per individuare le eventuali debolezze del sistema e correggerle, aumentando così la sicurezza. 

Inoltre, programmiamo i backup periodici dei sistemi per salvare tutti i tuoi dati importanti e ripristinarli in caso di problematiche con un piano dedicato di Disaster Recovery per favorire la Business Continuity. Ancora, possiamo monitorare – anche a distanza – lo stato delle rete, intervenendo tempestivamente in situazioni di anomalie e attacchi.
Scopri come prevenire gli attacchi ransomware con MZero Network e le soluzioni personalizzate per il tuo business. Contattaci per un preventivo gratuito: lavoriamo nel territorio di Bologna, in Emilia Romagna e in tutta Italia!

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